Correre quando non hai voglia: la vera vittoria del runner
- francesca battista
- 28 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La corsa non sempre ti aspetta con un sorriso. Ci sono giorni in cui le gambe sembrano di piombo, la testa ti dice “lascia stare” e il divano diventa più invitante delle scarpe. Ma è proprio lì, in quel momento, che si gioca la partita vera: imparare a correre quando manca la voglia.
Correre non è solo fisico, è anche disciplina mentale. Il cervello è abitudinario: se lo alleni ad arrendersi, la prossima volta sarà più facile mollare; se invece lo alleni a reagire, scoprirà che dietro quella pigrizia c’è sempre una ricompensa.
Il trucco non è pensare all’intera corsa, ma al primo passo. Nessuno ha voglia di 10 chilometri quando è stanco, ma tutti possono convincersi a infilare le scarpe e uscire di casa. È il principio del “micro-obiettivo”: ridurre l’impresa a un piccolo gesto concreto. Una volta che parti, il corpo entra in modalità automatica e la voglia… spesso arriva strada facendo.
Il segreto è cambiare prospettiva
Quando manca la voglia, non pensare alla corsa come a un dovere, ma come a un regalo a te stessa. Quel tempo, anche se breve, è il tuo spazio di libertà, lontano da notifiche, lavoro, famiglia e impegni. È come dirti:
“Adesso ci sei solo tu”.
In più, sappi che la fatica iniziale è fisiologica. I primi minuti sono sempre i più duri: il corpo si deve attivare, il respiro si deve regolare, il cuore deve trovare il ritmo. Se resisti almeno 10 minuti, il tuo organismo entra in equilibrio e la corsa diventa improvvisamente più leggera. In pratica, la voglia non va aspettata: va costruita correndo.
Strategie pratiche per i giorni “no”
Cambia obiettivo: se avevi in mente 10 km, concediti di farne 5. Meglio poco che niente: la costanza vince sulla quantità.
Gioca con la mente: promettiti che se dopo 15 minuti non cambia nulla, puoi fermarti. Nove volte su dieci, andrai avanti.
Sfrutta l’equipaggiamento: prepara scarpe e abbigliamento la sera prima. Il gesto di vestirti abbassa la resistenza mentale.
Attiva la motivazione esterna: una playlist energica, un podcast che ti ispira o la promessa di un premio post-corsa (colazione speciale, doccia calda, relax).
La corsa come allenamento mentale
Correre nei giorni in cui non hai voglia è un allenamento che va oltre il fisico. Ti allena alla resilienza, a dire “sì” anche quando è più facile dire “no”. Ogni corsa fatta in queste condizioni diventa un mattoncino che costruisce non solo il tuo fisico, ma soprattutto il tuo carattere da runner.
E non dimenticare: i giorni “no” non capitano solo a chi corre da poco, ma anche a maratoneti e ultrarunner. La differenza sta nella risposta: chi molla rafforza la scusa, chi parte rafforza la disciplina.
✨ Consigli da coach per vincere la pigrizia
Prepara il terreno: pianifica l’orario della corsa come fosse un appuntamento di lavoro. Se è scritto in agenda, è più difficile saltarlo.
Fai squadra: allenati con un’amica o un gruppo. L’impegno con gli altri è un antidoto potentissimo alla pigrizia.
Visualizza il dopo: pensa a come ti sentirai quando rientri, sudata ma orgogliosa. Quella sensazione vale lo sforzo.
Accetta la flessibilità: non tutte le corse devono essere veloci o lunghe. Ogni passo conta, anche il più lento.
Trasforma il rituale: crea una routine pre-corsa che ti piace (una canzone, un caffè, una frase motivazionale). Così la mente la assocerà a qualcosa di positivo.
Correre quando non hai voglia è la vera vittoria del runner. Non importa se fai 3 km o 15: ogni passo che nasce dalla forza di volontà pesa il doppio nella costruzione della tua costanza. Perché la voglia va e viene, ma la soddisfazione di aver vinto te stessa resta.




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